LA VIA DEL CIBO: NUTRIRSI IN SALUTE

L’acqua è anche un cibo, il cibo è anche l’acqua. Con questo assioma dobbiamo capire che il significato di salute e il significato di nutrirsi hanno la stessa valenza. La Salute, non è solo l’assenza di malattia ma uno stato di benessere psicofisico totale. La salute pertanto deve essere definita come uno stato positivo, ottimale e non come assenza di malattia. Bisogna studiare i sintomi della salute, piuttosto che focalizzare esclusivamente l’attenzione sulle malattie. La correzione delle varie problematiche patologiche va vista come una progressione verso uno stato ottimale piuttosto che come l’eliminazione della malattia, ecco perché occorre che gli esami di laboratorio capaci di definire lo stato ideale, si affianchino agli esami attuali capaci soltanto di indicare la presenza o l’assenza di malattia.

Per ottenere questo stato di benessere ci viene in aiuto come terapia il CIBO: si chiama cibo qualsiasi alimento capace di fornire all’organismo vivente le molecole fondamentali per costruirsi e mantenersi e l’energia per funzionare. Alimentarsi quindi significa molto semplicemente somministrarsi alimenti per via orale. Nutrirsi significa rendere disponibile all’interno del proprio corpo quantità adeguate di molecole o materie prime. Ogni sostanza che noi introduciamo fa un percorso ben definito, prima di essere utilizzato a livello cellulare:

  1. Da macro alimenti devono essere digeriti fino a micro elementi,
  2. Attraverso la corrente circolatoria dall’intestino arrivano al fegato
  3. Il fegato smista gli alimenti, i quali attraverso il sangue e i capillari, dopo aver attraversato il tessuto connettivo, arrivano di fronte alla membrana cellulare.

Dopo aver attraversato la membrana, la cellula decide in base alle sue necessità se utilizzare i micro elementi per fabbricare energia o struttura. Se tutti questi passaggi avvengono nell’ambito della fisiologia, siamo davanti alla salute dell’individuo.  Se invece si presentano interferenze siamo in presenza di disturbi funzionali e successiva patologia. Per ottenere questi risultati ci sono 5 punti chiave che vanno osservati e seguiti:

1)  Il cibo che introduciamo

2)  L’acqua che beviamo

3)  L’ossigenazione  (l’aria che respiriamo)

4)  Lo stile di vita  (cosa fare in quale momento della giornata

5)  Stress mentale ( come affrontiamo le problematiche del mondo che ci circonda)

Il fattore principale di tutti questi processi che hanno un loro influsso diretto e indiretto all’interno del nostro corpo è rappresentato dall’equilibrio ACIDO BASE.

L’Equilibrio Acido Base

L’espressione equilibrio acido-base, in biologia, indica l’insieme dei processi fisiologici che l’organismo deve sostenere per mantenere al suo interno un livello di acidità ottimale con l’elaborazione delle principali funzioni metaboliche. Grazie a questi processi, il pH del sangue è normalmente mantenuto su valori compresi tra 7,35 e 7,45.

Questo equilibrio rappresenta uno dei meccanismi omeostatici più delicati ed importanti, poiché il pH influenza l’attività dell’intero metabolismo. Nell’organismo è fondamentale che il pH delle cellule e dei fluidi extracellulari venga mantenuto dentro dei parametri ristretti, poiché l’attività degli enzimi è notevolmente influenzata dal pH, Infatti, variazioni del pH determinano una modifica della carica elettrica degli aminoacidi, influenzando l’interazione con il substrato e quindi la velocità della reazione.

Nella maggior parte dei distretti corporei il pH è leggermente alcalino (7.4); in alcuni casi, però può essere diverso. Ad esempio, nello stomaco vi è un pH molto acido e ciò facilità l’azione di alcuni enzimi digestivi, analogamente, nel duodeno e nella prima parte del digiuno (dove vengono rilasciati ed agiscono gli enzimi digestivi pancreatici), e presente un pH alcalino, poiché il pH ottimale di questi enzimi è l’opposto dell’acido, quindi alcalino.

Cos’è il pH?

Sulla scala del pH, che va dall’estremità acida  rappresentata convenzionalmente dal valore zero, all’estremità alcalina che e 14, una soluzione si dice neutrale  o neutra quando  il suo valore di pH è 7. A pH 7, l’acqua contiene uguali concentrazioni di ioni H+ e OH- (quindi e in equilibrio). Le sostanze con un pH inferiore a 7 sono invece considerate acide in quanto contengono una maggiore concentrazione di ioni H+. Mentre le sostanze con pH superiore a 7 sono considerate alcaline perché contengono una maggiore concentrazione di OH- rispetto a H+. La scala del pH è una scala logaritmica, quindi un cambiamento di un’unità pH equivale a una variazione decuplicata della concentrazione di ioni di idrogeno.

Equilibrio Acido Base

Nelle normali condizioni di vita, il nostro sistema metabolico  tende costantemente all’acidosi per cui l’organismo deve contrastare tale tendenza acidificante:

  •  eliminando acidi attraverso polmoni e reni
  •  modificando la flora batterica intestinale
  •  utilizzando minerali alcalinizzanti: calcio, potassio, sodio, magnesio.

Oggi giorno però si assiste ad un incremento dei fattori di iper acidificazione quali:

  • alimentazione scorretta
  • Insufficiente apporto di liquidi
  • Ingestione di tossine ambientali
  • Stress
  • Sovraccarico fisico
  • Attività fisica insufficiente o eccessiva

Per bilanciare al meglio questa situazione la terapia ottimale e costituita da:

Acqua

Alimenti a PRAL negativo in quantità adeguata

Integratori alcalinizzanti.

Pubblicato dalla Dott.ssa Amalia Pieve.